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Emissione in atmosfera

Emissione di gas nell'atmosfera terrestre

Articolo aggiornato il 06-06-2017

L’emissione in atmosfera di qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa (sia naturale che artificiale) in grado di causare inquinamento atmosferico, modifica la barriera che è a protezione della Terra dalle le radiazioni solari; ciò provoca il cosiddetto “effetto serra” che è un fenomeno negativo per l’ambiente. Vediamo il tipo d’inquinamento provocato dalle emissioni in atmosfera di tipo artificiale, l'effetto sull’ambiente e sull’uomo, le autorizzazioni stabilite dalla legge. Segnaliamo alcuni link di aziende che se ne interessano.
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Emissione in atmosfera
Il nostro pianeta è protetto da un mantello gassoso che lo avvolge detto “atmosfera terrestre”, che nel corso del tempo sopporta sia gli attacchi naturali (provengono quasi totalmente dalle eruzioni vulcaniche) che quelli dell’attività dell’uomo dovuti all’emissione in atmosfera di gas/composti organici volatili che lo aggrediscono incessantemente mettendo a rischio il suo equilibrio chimico e provocando nella maggior parte dei casi: cambiamenti climatici, buco dell' ozono nella stratosfera, aumento dell'ozono troposferico, piogge acide. L’inquinamento atmosferico è un rilevante problema che è più evidente nelle aree intensamente popolate in cui il traffico, il riscaldamento degli edifici, e le attività industriali concorrono, con le loro emissioni in atmosfera, a deteriorare della qualità dell’aria. L’emissioni in atmosfera dovute alle attività produttive sono un aspetto ambientale preso in considerazione dalle norme e tutte le aziende sono obbligate ad avere un’autorizzazione preventiva per poterle effettuare. Sulla base di questa normativa le aziende che producono emissioni in atmosfera e che vogliono installare un nuovo impianto, trasferire un impianto da un luogo ad un altro o modificare un impianto esistente prima di effettuare tali operazioni, devono richiedere apposita autorizzazione. Le sostanze inquinanti presenti in atmosfera possono arrecare degli effetti dannosi legati ai livelli toccati nell’aria ed al periodo di persistenza in essa. Per questo il  rischio per la salute è in funzione della concentrazione (quantità per m3) e dell’esposizione (tempo di presenza nell’ambiente). Vediamo in proposito quanto sta accadendo a Taranto dove le emissioni in atmosfera del polo siderurgico stanno mettendo a rischio la salute di migliaia di cittadini (tumori, malattie polmonari, ...). Dal Rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change - Task force ONU) del 2014 si rileva che il clima terrestre si modifica molto più celermente di quanto previsto (la temperatura del pianeta non è mai stata così elevata da 800.000 anni a questa parte) soprattutto a causa delle emissioni di gas nocivi in atmosfera prodotte dalle attività umane.
Emissione in atmosfera: Inquinamento dell’aria o atmosferico
Con il termine “inquinamento atmosferico” indichiamo qualunque variazione dell'aria atmosferica, che ha come causa l’immissione nella stessa di sostanze in quantità e con caratteristiche in grado di danneggiare o di rappresentare un pericolo per la salute dell’uomo o per la qualità dell'ambiente oppure tali da recare danno ai beni materiali o compromettere l’utilizzo appropriato dell'ambiente. Si verifica l'inquinamento atmosferico quando particelle e gas modificano la composizione dei gas presenti in natura nell’atmosfera; le polveri sottili e i composti inquinanti vengono individuati tra i maggiori responsabili di questo tipo di inquinamento che industrie e centri urbani introducono nell'atmosfera. I tipi d’inquinamento dell’aria sono fondamentalmente due, una primaria, in cui la sostanza inquinante si immette direttamente nell'aria (vedi il monossido di carbonio - CO) che proviene da impianti industriali e dagli scarichi dei motori dei mezzi di trasporto; l'altra secondaria, nella quale la sostanza inquinante e dannosa (dopo la sua immissione nell’aria) viene prodotta da una sequenza di reazioni chimiche interagendo nel contempo con altre sostanze nocive. I ricercatori stanno analizzando con particolare attenzione l'effetto negativo sull'atmosfera di particelle conosciute come “polveri sottili”, in cui ci sono anche quelle denominate PM10 (il numero indica il diametro di queste polveri, inferiore ai 10 micron). Sono presenti nell’atmosfera altre polveri di diametro inferiore a i 10 micron che proprio in funzione della loro dimensione hanno un impatto che in maggior misura coinvolge la salute umana. L'inquinamento dell'aria, oltre che abbassare la qualità dell'aria, causa patologie e malattie gravi principalmente all'apparato respiratorio, poiché queste microscopiche particelle possono essere inalate o ingerite da coloro che ogni giorno abitano e respirano in un ambiente preda dello smog. Inoltre il continuo scambio fra smog e ambiente contamina anche il mondo animale e quello vegetale, immettendosi nella catena alimentare e risultando una minaccia per l'ecosistema terrestre. La normativa di riferimento per la gestione delle emissioni in atmosfera, sia convogliate che diffuse, è regolata dalla parte quinta del D.Lgs. 3 aprile 2006 n°152 così come modificato dal modificato dal D.Lgs.128/10.

Emissione in atmosfera: Annuario Ispra 2015
Riportiamo quanto indicato dall'Ispra sulle emissioni in atmosfera e la qualità dell'aria.
Le emissioni di sostanze inquinanti comportano l'alterazione della composizione chimica dell'atmosfera ed influenzano quindi la qualità dell'aria che respiriamo. Durante gli ultimi decenni in Italia il quadro delle emissioni in atmosfera è profondamente mutato: si è passati da quelle dovute prevalentemente all'utilizzo di derivati del petrolio e di carbone, caratterizzate da alte quantità di biossido di zolfo (oltre che di particolato, di ossidi di azoto e monossido di carbonio), alle emissioni di particolato e di ossidi di azoto dovute alla combustione del gas naturale e di monossido di carbonio da traffico stradale. Di conseguenza, l'inquinamento atmosferico interessa oggi principalmente le aree urbane, le grandi infrastrutture stradali e i poli industriali. La principale causa dell'inquinamento atmosferico nelle aree urbane è il traffico veicolare, che è all'origine di elevate concentrazioni di inquinanti, il cui accumulo può essere aggravato da condizioni atmosferiche sfavorevoli alla dispersione. A oggi, anche a seguito all'introduzione delle nuove benzine, gli inquinanti più critici per i centri urbani sono il particolato (PM da particulate matter, in particolare quello inferiore a 10 micrometri - milionesimi di metro - detto PM10) e l'ozono e lo smog fotochimico, mentre si è mediamente ridotto l'impatto delle emissioni di monossido di carbonio e di benzene; permangono criticità per quanto riguarda il biossido di azoto. L'attenzione rivolta all'inquinamento atmosferico deriva ovviamente dai rischi per la salute che comporta, associati principalmente all'inalazione di gas e particolato, oltre che dai danni osservati agli ecosistemi e ai materiali, con particolare riguardo ai monumenti. I rischi per la salute sono stati osservati in cambiamenti nella mortalità e morbilità (frequenza delle malattie) sia a breve che a lungo termine.
"Normativa e monitoraggio": le informazioni sull'inquinamento atmosferico provengono da misurazioni delle concentrazioni in aria delle specie inquinanti effettuate attraverso le stazioni delle reti di rilevamento della qualità dell'aria e con l'ausilio della modellistica di dispersione e trasformazione degli inquinanti in atmosfera. Nell'ambito delle proprie attività di sviluppo del sistema nazionale conoscitivo e di informazione ambientale, l'APAT effettua la raccolta delle informazioni sulle reti e le stazioni di rilevamento censite sul territorio nazionale e dei
dati di qualità dell'ariaLe informazioni più aggiornate sullo stato della qualità dell’aria sono attualmente disponibili in Italia su siti web gestiti da diverse Autorità locali: Regioni, Province, Comuni e Agenzie Regionali e Provinciali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA e APPA). La Direttiva Quadro 96/62/CE sulla qualità dell'aria ambiente, recepita dall'Italia con il Decreto Legge del 4.8.1999 n.351, fornisce un quadro di riferimento per il monitoraggio delle sostanze inquinanti da parte degli Stati membri, per lo scambio di dati e le informazioni ai cittadini. Le "direttive figlie" (direttive 99/30/CE, 2000/69/CE, 2002/3/CE) stabiliscono sia gli standard di qualità dell'aria per le diverse sostanze inquinanti, in relazione alla protezione della salute, della vegetazione e degli ecosistemi, sia i criteri e le tecniche che gli Stati membri devono adottare per le misure delle concentrazioni di inquinanti, compresi l'ubicazione e il numero minimo di stazioni e le tecniche di campionamento e misura. Con il D.M. 60 del 2 aprile 2002 sono state recepite le direttive figlie 99/30/CE, 2000/69/CE. L' integrazione delle informazioni che hanno origine dal monitoraggio, dagli inventari di emissione e dai modelli, costituisce l'approccio ottimale al problema della valutazione e gestione della qualità dell'aria. I tre elementi concorrono alla valutazione in maniera integrata, ma differenziata a seconda del livello di inquinamento della zona o agglomerato su cui viene effettuata la valutazione. La domanda di informazione si estende quindi dalle misure provenienti dalle reti di rilevamento, agli inventari delle emissioni e ai dati, compresi quelli meteoclimatici, necessari all'impiego dei modelli di trasporto, dispersione e trasformazione chimica degli inquinanti. 

Emissione in atmosfera: Autorizzazione
Le imprese che effettuano qualunque attività che rilasci emissioni in atmosfera convogliate e/o tecnicamente convogliabili e/o diffuse (es. emissioni atmosfera di solventi) e che pertanto, ai sensi D.Lgs.152/06, devono essere autorizzate. In questa fattispecie rientrano: 
• le emissioni in atmosfera esistenti prodotte da attività per le quali si è già in possesso delle autorizzazioni rilasciate ai sensi della normativa previgente (anche in forma tacita) e di quella cogente;  
• le emissioni in atmosfera esistenti prodotte da impianti termici (compresi gruppi elettrogeni a cogenerazione) con potenza termica nominale superiore ai seguenti valori soglia (definiti per tipologia di combustibile): per gasolio, biodiesel, emulsione o biomasse Ptn>1MW, per olio combustibile o emulsione Ptn> 0,3MW, per metano o GPL Ptn>3MW;
• le emissioni in atmosfera esistenti prodotte da impianti termici civili adibiti al riscaldamento di ambienti e dell’acqua igienico sanitaria, anche in edifici ad uso non residenziale, con potenza termica nominale superiore ai 35 KW ma inferiore ai valori soglia descritti nel punto immediatamente precedente;
• le emissioni in atmosfera convogliate e diffuse di Composti Organici Volatili (COV) rilasciate da impianti e/o attività manuali che superano le soglie di consumo massimo di solvente autorizzato;
• le emissioni in atmosfera prodotte da nuovi impainti;
• i combustibili utilizzati negli impianti termici a prescindere dalla potenza installata (anche se inferiore ai valori soglia di cui sopra).
Anche gli impianti di combustione che rientrano nel campo di applicazione della Direttiva EU ETS 87/2003/CE e del D.Lgs. 216/06 (impianti di combustione con una potenza calorifica di combustione singola o aggregata calcolata come la somma delle potenze installate nel sito dei soli dispositivi con potenza superiore ai 3 MW termici) devono richiedere l’autorizzazione emissioni in atmosfera.
Emissione in atmosfera: La contaminazione da camini o da punti di emissione autorizzati
Nel caso in cui ci siano guasti o malfunzionamenti dei filtri si possono riscontrare emissioni in atmosfera di sostanze che possono provocare danni a persone, a risorse naturali e a beni/cose. In genere l’emissioni in atmosfera di una media azienda, in abituali condizioni atmosferiche, si ampliano fino ai 10 km di raggio e interessano un’area di oltre 300 Km quadrati. La pericolosità della sostanza emessa è in funzione di alcune variabili tra le quali troviamo la tossicità e la granulometria. Coloro che per varie cause vengono a contatto con sostanze tossiche possono avere conseguenze molto negative sulla loro condizione di salute. Il particolato (inquinante composto da tutte quelle particelle solide e liquide disperse nell'atmosfera, con un diametro che va da miliardesimi di metro a mezzo millimetro) non sempre ha conseguenze immediate e dirette sull’uomo e sull’ambiente, ma, scendendo sul terreno, è in grado di inquinare l’ambiente che di conseguenza può diventare veicolo per la migrazione della sostanza inquinante. Per abbassare il rischio da emissioni atmosfera, le aziende interessate hanno l’obbligo di conformarsi alla vigente normativa mettendo in campo opportune misure di prevenzione e protezione tendenti a contenere per quanto possibile il rischio e la possibile nocività per l’ambiente e per l’uomo dalle emissioni in atmosfera. Vediamo una serie di fattori che contraddistinguono le fonti di emissione in atmosfera come:  
•  quantità e periodo temporale in cui ha luogo l'emissione;
•  natura della sostanza o delle sostanze simultaneamente introdotte in atmosfera;
•  modo con cui avviene l’emissione;
•  delimitazione dell'emissione;
•  parte di atmosfera direttamente coinvolta dall'emissione.            
Emissione in atmosfera: Link di riferimento
Segnaliamo alcuni link di enti/aziende che si occupano in modo approfondito e sono tra quelli di riferimento in campo nazionale. Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca  Ambientale - tratta in maniera approfondita la tematica dell’emissioni in atmosfera; propone a livello nazionale un “Inventario delle Emissioni in Atmosfera” che raccoglie i dati delle emissioni in aria dei gas-serra, delle sostanze acidificanti ed eutrofizzanti, dei precursori dell’ozono troposferico, del benzene, del particolato, dei metalli pesanti, degli idrocarburi policiclici aromatici, delle diossine e dei furani. Enea - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile - svolge attività di sviluppo di strumenti e modelli, anche a livello regionale, per la costruzione e per la traduzione di scenari energetici in scenari di inquinamento e di gas serra, ai fini della definizione di strategie per la riduzione dell’inquinamento atmosferico e delle emissioni. Pool Inquinamento è un consorzio per l'assicurazione e la riassicurazione della responsabilità civile da inquinamento delle aziende che si  occupa della protezione ambientale per la riduzione del rischio ambientale, comprese l’emissioni in atmosfera potenzialmente dannose. Impattozero il sito illustra il progetto italiano LifeGate che calcola, riduce e compensa le emissioni di CO2 generate dalle attività di persone, eventi, prodotti e aziende con la tutela di foreste, in Italia e nel mondo, in grado di riassorbirle. Risparmia energie sito che illustra gli impegni adottati dalla rete commerciale Coop al fine di rispettare l’ambiente abbattendo nel contempo le emissioni atmosfera.  
 
 
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