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Inquinamento ambientale

Inquinamento ambientale in Italia

Articolo aggiornato il 14-03-2019

L'inquinamento ambientale sta recando innumerevoli danni all'ecosistema e in particolare sta producendo il cosidetto "effetto serra" con danni enormi all'uomo e alla natura; basti pensare che entro la fine del secolo e mantenendo questo trend d'inquinamento i mari saliranno di 90 cm con invasione di molte terre attualmente densamente abitate. A questo proposito vediamo i dati dell'Annuario ambientale Ispra edizione 2016 e il Decreto 15/03/2012 sull'inquinamento ambientale; con un sintetico commento dei due argomenti.
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Inquinamento ambientale
Il grande incremento dello sviluppo che si è avuto negli ultimi anni nei vari settori produttivi (industria, commercio, agricoltura) e più in generale in ogni attività dell'uomo, ha avuto come conseguenza quella di un aumento dell’inquinamento in ogni settore. Definiamo inquinamento la modifica, tramite sostanze tossiche o contaminate dei luoghi e degli ambienti in cui è presente l’uomo, la flora e la fauna. Gli inquinanti producono modifiche alla composizione dell’aria, dell’acqua, del terreno e del sottosuolo, che sono indispensabili per ogni tipo di vita, coinvolgengo processi come la respirazione e la sicurezza alimentare. Inoltre sono in grado di alterare l’equilibrio dell'ecosistema tra le diverse specie animali (tra cui quella umana) e vegetali, portando a cambiamenti climatici anche di notevole entità tali da mettere a rischio la sopravvivenza stessa della Terra. L'unico intervento possibile in questa situazione è quello di eliminare o quantomeno contenere l’inquinamento con: l'uso di fonti di energia rinnovabile, il risparmio energetico, la riduzione e/o il riciclo dei rifiuti. Rispetto al passato oggi è molto più agevole conoscere e documentarsi sui rischi dell’inquinamento e trovare le corrette soluzioni per contrastarlo.
Nel "Rapporto sullo stato del pianeta" pubblicato dall'ONU, a marzo 2019, si evidenziano morti premature e malattie collegate all'inquinamento i cui dati sono contenuti nel Global Environment Outlook. In base a questo studio (condotto da 250 scienziati) lo smog e i prodotti chimici hanno contaminato l'acqua e mettono a rischio il nostro ecosistema che permette la sopravvivenza di miliardi di persone.

Inquinamento ambientale: dati Ispra
Su questo argomento l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) ha presentato l'edizione 2016 dell'Annuario dei dati ambientali, in cui sono riportati i dati rilevati dall'Istituto sull'inquinamento ambientale con una raccolta di informazioni sul consumo del suolo, sull’inquinamento delle acque e dell’aria, la situazione dei rifiuti e del clima. L’Annuario si basa sull’analisi di 306 indicatori con i quali si fotografa la situazione ambientale del nostro Paese. L’Annuario è alla sua quattordicesima edizione e, grazie alla cooperazione tra ISPRA, Agenzie Regionali e Provincie autonome per la protezione dell’ambiente, si pone come la raccolta di dati ambientali più esaustiva del nostro Paese, con una maggiore apertura, rispetto agli anni precedenti, alle Agenzie Europee e ai loro indirizzi sulle politiche ambientali.
- Analizzando i dati forniti troviamo che le criticità maggiori le riscontriamo nella tutela della biodiversità, sebbene l’Italia sia uno dei Paesi con la maggiore varietà al mondo di flora e fauna, oltre il 31% della fauna si trova attualmente a rischio di estinzione, mentre il 15% delle piante e il 22% di muschi e licheni corrono il rischio di scomparire a causa dell’inquinamento in aumento.
- Fortunatamente sono in crescita le aree in cui la biodiversità è soggetta a protezione speciale, anche se per la diffusione delle aree protette, che coprono il 10% del territorio nazionale, l’Italia è in ritardo rispetto alla media europea.
- Migliori notizie ci sono per la balneabilità delle acque marine, ottima nel 90% dei casi, mentre risultano compromessi gli ambienti sottomarini, per la diffusione di specie invasive che distruggono gli habitat tipici delle specie originarie del Mediterraneo, in particolare per l’innalzamento delle temperature, più elevato di quello che si registra sulla terraferma.
- Buone nuove dal rilevante miglioramento che si registra per la qualità dell’aria, con la diminuzione dell’emissione di gas inquinanti, anche se non ancora soddisfacente, per quanto riguarda la percentuale di ozono e biossido di azoto prodotti, in particolare in Pianura Padana.
- Risultano maggiormente contenute le emissioni dei gas a effetto serra, dovute all'aumento del consumo di gas naturale rispetto ai prodotti petroliferi e l’utilizzo molto rilevante di fonti di energia rinnovabili.
- In materia di inquinamento acustico si è in un periodo di osservazione, riscontrando che almeno il 60% dei Comuni in Italia ha avviato un piano di zonizzazione acustica del territorio in quanto la maggior parte dei cittadini subisce l'inquinamento acustico da traffico stradale, che oltrepassa le soglie stabilite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche nelle pre notturne.
- La qualità dell’aria migliora per il maggiore contributo delle fonti di energia rinnovabili. In questo progresso nel miglioramento dell’aria troviamo uno dei dati positivi dell’analisi, con la riduzione dei gas nocivi e dell’effetto serra; il merito va all’aumento di energia prodotta con fonti rinnovabili, che dal 2007 ha registrato un notevole trend di crescita. Le direttive europee a cui si sta adeguando il nostro paese ci aiutano a contenere il fenomeno soprattutto per gli sgravi fiscali previsti, per l’istallazione di soluzioni energetiche a basso impatto ambientale, ma anche per la maggiore consapevolezza e conoscenza, a livello nazionale e individuale del problema dell’inquinamento ambientale e delle possibilità per ridurlo anche nel mondo domestico.

Inquinamento ambientale: Formulario 
Segnaliamo anche che in data 15 marzo 2012 il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha approvato il formulario per la comunicazione relativa all'applicazione dell'articolo 29-terdecies, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, in attuazione della direttiva 2008/01/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento. Il nuovo formulario sostituisce il precedente del 24 luglio 2009 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 6 ottobre 2009 n. 232) facendo sì che la nostra legislazione si conformi alle disposizioni europee. I formulari vanno inviati alle Autorità che nel periodo di riferimento della comunicazione, sono state competenti al rilascio di autorizzazione integrata ambientale (Aia) ovvero sono state competenti al rilascio di provvedimenti che, a qualunque titolo, consentono l'esercizio degli impianti. Inoltre vanno inviati anche alle Autorità competenti al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ogni tre anni (termine temporale il 30 aprile). Il primo invio deve essere fatto prima del 30 aprile 2012, comunque entro la scadenza di 60 giorni dalla data di pubblicazione del decreto, e deve riferirsi al periodo compreso tra il primo gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011. La precedente direttiva riguardante la prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento del 2001 prevedeva misure atte a scongiurare o in alternativa a ridurre le emissioni provocate da alcune attività industriali nell'aria, nell'acqua e nel suolo, (incluse quelle sui rifiuti) tra cui l'Aia ovvero “l'autorizzazione integrata ambientale”.
Con cadenza triennale gli stati membri della comunità devono comunicare alla Commissione Europea informazioni sull'applicazione della direttiva per mezzo di una relazione realizzata attraverso un questionario o uno schema predisposto dalla Commissione per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni relative all'attuazione di alcune direttive che riguardano l'ambiente.

Link del testo del Decreto 15 marzo 2012.
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