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Riciclo plastica

Saperne di più sul riciclo della plastica

Articolo aggiornato il 20-02-2013

Negli ultimi decenni si è esteso fortemente l’utilizzo di prodotti in materiale plastico, sia nelle attività produttive che nel settore domestico, ciò ha provocato un esagerato aumento di rifiuti di plastica creando un notevole problema per il loro smaltimento. Alcuni cenni sulle materie plastiche e corrette modalità di riciclo plastica, segnalazione di siti web di associazioni e aziende che si interessano di riciclare la plastica.

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Riciclo plastica
La plastica è un prodotto artificiale che deriva dal petrolio (il 99% della plastica è petrolio, l’1% è rappresentato da pigmenti per la colorazione) entrato nella nostra società circa mezzo secolo fa e che troviamo in molti oggetti e materiali di uso comune presenti ovunque sotto diverse e variegate forme e composizioni. I materiali plastici in genere non sono biodegradabili (vengono molto usati negli imballaggi) per questo ci troviamo ad affrontare il problema del loro smaltimento e delle relative modalità di effettuazione, tenendo sempre presente che i rifiuti provenienti dalla  plastica si trovano ovunque e spesso in grande quantità. Una delle strade da percorrere per lo “smaltimento plastica” è quella del “riciclo della plastica” che ci permette di riciclare con facilità numerosi tipi di plastica; segnaliamo che invece sono presenti sul mercato altri tipi di plastica le cui modalità e procedure per il riciclaggio sono molto più difficili e complesse. Il riciclo della plastica è una parte distinta rispetto a tutto il riciclo rifiuti, che ci consente con una serie di operazioni sui questi materiali di procurarci nuovo materiale da inserire nuovamente nei processi produttivi. Proponiamo un elenco, non esaustivo, di materiali plastici riciclabili di uso più comune:
•  Ogni tipo di contenitore recante le sigle PE, PET e PVC    
•  Contenitori per liquidi
•  Bottiglie per bevande
•  Piatti e bicchieri monouso (dal 1 maggio 2012, ma non le posate in plastica)
•  Contenitori per shampoo, bagnoschiuma e detersivi
•  Flaconi per prodotti usati per l'igiene personale e la pulizia della casa
•  Polistirolo espanso degli imballaggi
•  Tappi delle bottiglie per bevande
•  Confezioni per alimenti (vasetti di budini e yogurt - vaschette di gelato, carni, affettati o uova)
•  Vaschette per l'asporto di cibi
•  Polistirolo espanso degli imballaggi e affini
•  Borse di nylon
•  Plastica in pellicola
•  Spruzzini e dispenser
•  Involucri di patatine, snack, merendine o pasta.
Al contrario non è possibile riciclare i seguenti materiali plastici: - tutti i contenitori che non recano le sigle PE, PET e PVC - tutti i contenitori che presentano resti di materiali organici come alimenti, vernici o colle - giocattoli - articoli per la casa - custodie per cd - musicassette e videocassette - piatti, bicchieri e posate monouso - rifiuti ospedalieri - tubetti di dentifricio - bottiglie di olio - stampelle per abiti.

Riciclo plastica: Tipi di plastica
I numerosissimi tipi di plastica presenti sul mercato si differenziano per l'aspetto e la destinazione d'uso, ma si propongono per alcune caratteristiche comuni: economicità, leggerezza, lavabilità, malleabilità se riscaldati, riproducibilità in serie e particolarmente adatti per la conservazione e il trasporto degli alimenti. Vediamo quali sono i tipi di plastica generalmente più utilizzati.
1. PET (polietilentereftalato) è una termoplastica e che viene adoperata principalmente per realizzare bottiglie che contengono acqua minerale e altre bevande, oppure per le fibre tessili per abiti.
2. PE (polietilene) è una plastica che fa parte della famiglia delle termoplastiche, che con la sigla HDPE indica il polietilene ad alta densità e con la sigla LDPE indica il polietilene a bassa densità; viene utilizzato per realizzare sacchetti, cassette, nastri adesivi, bottiglie, sacchi per la spazzatura, tubi, giocattoli, e altro.
3. PP (polipropilene) è una termoplastica adoperata con usi molto diversi per realizzare contenitori per alimenti, oggetti di arredamento, flaconi per i detersivi, giocattoli, moquette, mobili da giardino.
4. PS (polistirolo) è una termoplastica adoperata per ottenere piatti, bicchieri, vaschette per alimenti,  posate, coppette per gelati, tappi e imballaggi.
5. PVC (polivinilcloruro) è una termoplastica che serve per produrre bottiglie, flaconi per detersivi, pellicole per film, funi, giocattoli, componenti per automobili, vaschette per le uova, tubi, porte, finestre e piastrelle.

Riciclo plastica: Link di riferimento
Segnaliamo i link di consorzi o associazioni che si occupano di riciclo della plastica e che sono di rilievo a livello nazionale. Corepla è il Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica a cui aderiscono sia i produttori di materie plastiche che le aziende trasformatrici di imballaggi in plastica, la sua sede è a Milano; possono aderire al consorzio gli utilizzatori, gli autoproduttori di imballaggi e le imprese che svolgono attività di riciclaggio dei rifiuti di imballaggi in plastica. Lo scopo principale del consorzio è quello di allargare l'attività di raccolta, recupero e riciclo plastica per gli imballaggi, oltre naturalmente ai contenitori in plastica per liquidi. Carpi è il Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia, che ha sede a Zero Branco (TV), e come attività principale promuove e valorizza la raccolta, il riciclo e la produzione di manufatti in plastica riciclata; operando a 360° in tema di riciclo della plastica. Co.N.I.P - Consorzio Nazionale Imballaggi Plastica - ha lo scopo di organizzare, garantire e promuovere: la ripresa, il ritiro, la raccolta dei rifiuti di imballaggio in materiale plastico secondari e terziari su superfici private; il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio in materiale plastico; l'informazione agli utenti di imballaggio in materiale plastico (in particolare i consumatori del loro ruolo e dei diversi sistemi di raccolta e di recupero disponibili). PolieCo è un Consorzio obbligatorio per il riciclaggio dei rifiuti di beni a base di polietilene, non ha scopi di lucro e sono obbligati ad aderirvi i produttori, gli importatori, gli utilizzatori, i distributori, i riciclatori ed i recuperatori di rifiuti, oltre ai soggetti che intendano essere coinvolti nella gestione dei rifiuti stessi di beni a base di polietilene. Il suo obiettivo è quello di “razionalizzare, organizzare e gestire la raccolta ed il trattamento dei rifiuti dei beni a base di polietilene affinché siano raggiunti gli obiettivi di recupero e riciclaggio degli stessi rifiuti a base di polietilene”; svolge la sua attività su tutto il territorio nazionale. Assorimap - Associazione Nazionale Riciclatori e Rigeneratori Materie Plastiche - ha lo scopo di rappresentare le aziende che riciclano o rigenerano materie plastiche pre-consumo e post-consumo, nell'ambito dei consorzi nazionali previsti dalla legge e in altri ambiti pubblici e privati. Si stima che le aziende riciclatrici che aderiscono all’associazione reimmettendo nel ciclo produttivo scarti, rifiuti o avanzi di materie plastiche rigenerati o riciclati, trattano circa l'80% dell'intera quantità prodotta a livello nazionale. E’ aderente all'Associazione Europea dei Riciclatori di Materie Plastiche EUPR - European Plastic Recyclers. L'Ippr è l'Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo, è stato costituito per offrire una piattaforma di visibilità per i produttori e distributori di plastiche da riciclo e dei relativi manufatti; ha lo scopo di far incontrare domanda e offerta per quanto riguarda gli acquisti verdi sia tra aziende private e sia tra queste e la pubblica amministrazione; la sede dell'Istituto si trova a Milano.

Riciclo plastica: Modalità di effettuazione
Per raggiungere l’obiettivo di un corretto smaltimento plastica è bene effettuare la raccolta differenziata (sia monomateriale che multimateriale) e successivamente il recupero o il riciclo della stessa, da cui è possibile ottenere nuovi prodotti, e in alternativa energia, calore o energia elettrica. Una delle motivazioni più importanti che ci spingono all’attuazione del riciclo plastica è quella legata al lungo tempo che occorre per biodegradare questi materiali in plastica (in genere ci vogliono molti secoli). A valle della raccolta differenziata, la plastica viene trasferita negli impianti di prima selezione e trattamento; nei quali viene separata da altre frazioni e impurità, e successivamente separata per tipologia di polimero. Tra le modalità di riciclo della plastica troviamo il “riciclaggio meccanico” che è anche quello più adoperato e nel quale la plastica non più utilizzata viene trasformata in scaglie o granuli da cui si avranno nuovi prodotti (gli oggetti o materiali prodotti saranno di qualità migliore in funzione delle caratteristiche di omogeneità della plastica di partenza); viene realizzata principalmente con la rilavorazione termica o meccanica dei rifiuti plastici. Altra modalità per il riciclo della plastica e quello denominato “riciclaggio chimico” che prevede il ritorno alla materia prima di partenza mediante la trasformazione della plastica usata in monomeri di qualità equivalente rispetto a quelli vergini, da utilizzare nuovamente nella produzione (rottura delle catene dei polimeri al fine di ottenere i monomeri di partenza). I materiali plastici che non si possono riciclare, dopo opportuni trattamenti di selezione e triturazione, possono essere conferiti agli impianti di termovalorizzazione utilizzandoli come combustibile (CDR) per la produzione di energia (il potere calorifico della plastica è equivalente a quello del carbone), oppure utilizzati nei processi industriali (come nei cementifici) e per la produzione di energia termoelettrica.

Riciclo plastica: Alcune curiosità
• Con 20 bottiglie di plastica è possibile fare un pile.
• La plastica recuperata si può trasformare in energia: con una bottiglia di plastica si può tenere accesa una lampadina di 60 watt per un'ora.
• Per far degradare naturalmente le carte telefoniche ci vogliono almeno 1000 anni.
• Negli ultimi decenni l'uso della plastica nelle automobili è fortemente aumentato a tal punto che senza plastica le automobili peserebbero circa 200 kg in più.
• I contenitori in polietilene o in cloruro di polivinile che restano nell'ambiente impiegano dai 100 ai 1000 anni per essere degradati.
•25 bottiglie di plastica (trattate per produrre energia) permettono di tenere accese 300 lampadine da 100 W per 1 ora.

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