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Rischi chimici

Rischi chimici nelle attività lavorative

Articolo aggiornato il 15-03-2018

La quantità e il numero di sostanze chimiche con cui veniamo a contatto, che in parte possiamo ingerire, è in costante aumento negli ultimi decenni; ciò ci espone al rischio verso una singola sostanza chimica o verso i cosiddetti "cocktail chimici" che apportano rischi ancora più alti per l'organismo umano, con possibili effetti negativi sull'ambiente. Trattiamo la parte riguardante i rischi chimici presenti negli ambienti lavorativi e segnaliamo i link di enti o aziende che se ne interessano.
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Rischi chimici
Troviamo sostanze chimiche nei luoghi di lavoro (fabbriche, uffici, officine artigianali ..) e in quelli di vita (in alimenti e bevande con conservanti/coloranti, nell'aria che respiriamo, nell'acqua, nei cosmetici, nei prodotti per l'igiene personale, nei detersivi..)  è quindi necessario valutare i rischi chimici e prendere le opportune misure per la loro eliminazione e/o contenimento. Va evidenziato che le sostanze chimiche, presenti sia nei luoghi di lavoro che in quelli di vita, sono un fattore di carico ambientale quasi sempre molto elevato e mettono a rischio la salute dell’uomo e l’ambiente circostante. Vengono definiti rischi chimici quelli presenti nell’uso professionale e/o nella manipolazione di sostanze/preparati e di prodotti o materie infiammabili, esplodenti o corrosive impiegati nei cicli di lavoro, che possono essere per la loro natura pericolosi o risultare pericolosi nelle condizioni in cui vengono utilizzati. I rischi a cui si va incontro trattando agenti chimici si distinguono in rischi per la sicurezza e rischi per la salute. I rischi per la sicurezza hanno la capacità di causare lesioni traumatiche (infortuni), invece i rischi per la salute presentano effetti che si possono rilevare anche a distanza di tempo dall'esposizione (malattie professionali). L’entità del rischio chimico è in funzione del tipo di sostanza chimica usata e della sua concentrazione, per questo è importante essere informati delle composizioni dei preparati adoperati che ci dà la possibilità di predisporre adeguate procedure di sicurezza a cui si devono attenere tutti coloro che vengono a contatto con sostanze chimiche. Le norme prevedono che ogni sostanza chimica e i preparati pericolosi devono essere accompagnati da una "scheda di sicurezza", che deve seguire il prodotto e va consegnata con lo stesso da chi lo fa entrare sul mercato. La scheda è formata da 16 voci che avvisano colui che adopera le sostanze chimiche pericolose su come farne un corretto uso; inoltre le indicazioni riportate sul prodotto devono essere in lingua italiana. Coloro che approvvigionano questi prodotti hanno il dovere di applicare le corrette etichette sugli imballaggi per  mettere in condizione colui che li adopera di riconoscerli facilmente. Il D.Lgs. 81/08 che si occupa della tutela dei lavoratori dai rischi chimici al Titolo IX Capo I.

Rischi chimici: Classificazione sostanze
Le sostanze chimiche vengono classificate in funzione delle loro proprietà tossicologiche come:
♦  Irritanti: il contatto diretto, protratto nel tempo o reiterato può causare reazione infiammatoria
♦  Corrosive: se viengono a contatto con tessuti vivi, possono distruggerli
♦  Nocive: quando hanno la capacità di essere mortali o procurare lesioni acute/croniche
♦  Tossiche: quando anche in piccole quantità possono essere letali o provocare lesioni acute/croniche
♦  Molto tossiche: quando anche in piccolissime quantità possono essere mortali o causare lesioni acute/croniche.

Rischi chimici: Siti di riferimento

Tra gli enti/società che s’interessano dei rischi chimici vi indichiamo i link di alcuni di loro che sono tra quelli di maggior rilievo in Italia. L’Istituto Superiore di Sanità tratta dei rischi chimici e della loro valutazione; nel sito è presente un'apposita area d’informazione scientifica da cui è possibile accedere a vari box, quali pubblicazioni, pubblicazioni online, basi e banche dati. L'Ispra in collaborazione con alcune Agenzie ambientali regionali, ha predisposto le "Linee guida per la valutazione del rischio da esposizione ad Agenti Chimici Pericolosi e ad Agenti Cancerogeni e Mutageni", consultabili online direttamente sul suo portale. Inail - Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro - ha lo compito specifico di fornire informazione, assistenza e consulenza a sostegno della piena attuazione della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Inoltre sul sito potete trovare diversi metodologie di valutazione rispetto al rischio chimico e una Scheda per la sorveglianza dei lavoratori sul rischio chimico. L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nel suo sito web si occupa del rischio chimico con uno studio sull’ambiente di lavoro che è riconducibile all’insieme dei rischi per la sicurezza e per la salute, connessi con la presenza “Agenti Chimici Pericolosi”, nell’ambito dello svolgimento delle lavorazioni.

Rischi chimici: Come valutarli

Il D.lgs.81/08 all’art.223 prevede una distinta valutazione rischio chimico precisando attività e lavorazioni determinabili a rischio “non basso” per la sicurezza o “non rilevante” per la salute. Il datore di lavoro ha l’obbligo d’individuare inizialmente l’eventuale presenza di sostanze chimiche pericolose nei luoghi di lavoro e valutare anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali sostanze. I rischi chimici che normalmente si rilevano nelle attività lavorative sono in generale di due tipologie:
1) "rischi per la sicurezza", in grado di provocare infortuni come: incendio, esplosioni, contatto con sostanze aggressive e/o corrosive (ustioni chimiche, corrosione di materiali e degrado di impianti ...);
2) "rischi per la salute" di tipo igienico/ambientale come: esposizioni a sostanze tossiche e/o nocive che, in caso di assorbimento, possono procurare una compromissione dell’equilibrio biologico (intossicazioni o malattie professionali).
Come valutare il rischio chimico è un problema di non facile soluzione in quanto è presente un elevato numero di sostanze chimiche utilizzate nelle attività industriali e commerciali. La valutazione dei rischi chimici deve anche identificare le attività che prevedono l’esposizione, la motivazione, le quantità, il numero di lavoratori esposti, le misure di prevenzione e protezione, le indagini fatte anche al fine di effettuare il subentro di altri prodotti.

Rischi chimici: Documento Commissione Consultiva
La Commissione Consultiva Permanente per la Salute e Sicurezza sul Lavoro che opera nell'ambito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha approvato. in data 28 novembre 2012,  un Documento con cui sono individuati "i criteri e gli strumenti per la valutazione e gestione del rischio chimico negli ambienti di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i. (Titolo IX, Capo I “Protezione da Agenti Chimici” e Capo II “Protezione da Agenti Cancerogeni e Mutageni”), alla luce delle ricadute del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (Registration Evaluation Authorisation Restriction of Chemicals - REACH), del Regolamento (CE) n. 1272/2008 (Classification Labelling Packaging - CLP) e del Regolamento (UE) n. 453/2010 (recante modifiche all’Allegato II del Regolamento CE 1907/2006 e concernente le disposizioni sulle schede di dati di sicurezza)". Il documento fornisce indicazioni sulle modifiche che tali Regolamenti hanno apportato ai processi di valutazione del rischio da agenti chimici pericolosi e cancerogeni e mutageni, indicando, inoltre, metodi e strumenti volti a garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
 
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